La Reincarnazione del cagnolino bianco

scritto da Nezumi
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Autore del testo Nezumi

Testo: La Reincarnazione del cagnolino bianco
di Nezumi

La Reincarnazione è un idea seducente.

Ti prospetta un filo vitale continuo, dove l’anima compie diverse esperienze, tutte accomunate dalla presenza e convivenza degli stessi spiriti, innescando una continuità di rapporti con altre entità, anch’esse in continuo mutamento.

Un evoluzione dove il presente sempre risente del vissuto passato e che evolve, in vista del prossimo futuro.

Anni fa ho incontrato un cagnolino, un appuntamento inaspettato e del tutto fortuito. Un animaletto impaurito e triste, malaticcio e in cerca di adozione.

Di quei primi momenti, ho vivo il ricordo delle visite dal veterinario, del dolore provato da entrambi, ma, fortunamente tutto è andato per il meglio e ogni amarezza si è risolta per il meglio.

È così iniziata una nuova vita, dettata da altri ritmi. La passeggiata la mattina presto, nel primo pomeriggio e la sera tardi.

Ben presto mi rendo contoche non c’era nessuna necessità di giunzaglio, noi due passeggiavamo come due amici, io camminavo e il cagnolino mi seguiva, lui si fermava ad annusare chissà che cosa e io lo aspettavo, cambiavo strada e lui mi seguiva.

Gia questo, per uno come me che non aveva mai avuto un amico a quattro zampe, risuonava strano e fonte di stupore per chiunque ci incontrava.

La situazione andava in crescendo e sempre più questa amicizia si consolidava. In braccio dal parucchiere mentre tagliavo i capelli, seduto, al ristorante, sotto la sedia, acciambellato vicino al pc, metre lavoro. Una continua espansione, una presenza fissa e benevola.

La cuccia della bestiola è un grande cuscino di tessuto imbottito e di color grigio, dopo il cibo e le passeggiate, è quello il suo luogo preferito. Li accomodato fa la guardia, mi osserva e schiaccia lunghe dormite. Tutte delle attività che vengono interrotte dalle mie coccole. Dei gesti affettuosi che vedono il cagnolino distendersi, uno stirarsi per prolungare il più possibile la carezza, un senso di piacere che viene accentuato dai movimenti del capo.

Tutto questo ha uno sviluppo inatteso, le carezze diventano sempre più frequenti e assieme si affinano le nostre capacità di comunicazione.

Dalle più scontate, come la richiesta di cibo o quella di uscire, sino alle più inaspettate, quale la richiesta di seguirlo a dormire. Il cagnolino dorme ai piedi di un futon, quando è lì coricato e io ritardo, mi ricerca per casa e abbaiando mi costringe a seguirlo fino alla camera da letto, dove si accerta anche io mi corichi. Solo così, la sera, il piccolo riesce a prendere sonno.

Fra noi, i momenti magici, sono quelli dove nasce la comunicazione, un contatto che trascende la parola. È istintivo, fatto di sensazioni e di mezze frasi che all’improvviso si materializzano nella mia mente.

Fra queste, l’idea di incontrare qualcuno che in qualche modo conoscevo già, di imbattersi in un vecchio e fidato amico. Di accarezzate quello che ora è un cagnolino ma, che nella mia mente si confonde con una figura che ora non mi è più famigliare ma, che sento come tale. Una presenza appartenente a un tempo che non posso misurare.

Un qualcheduno, dai capelli bianchi, che conosciuto in una forma diversa e è ora ritrovato.

In questo tempo, ci siamo nuovamente riconosciuti e ci diamo appuntamento per i prossimi.

La Reincarnazione del cagnolino bianco testo di Nezumi
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